Restaurare un'opera cinematografica significa restituire un secondo negativo alla preservazione e conservazione di un film che, col passare del tempo, ha subito, nella sua condizione primaria, un inevitabile processo di deterioramento. Non si tratta, quindi, di lavaggio delle copie positive o di rigenerazione di un qualsiasi supporto in cui esso si trovi al momento del reperimento ma di un intervento radicale manuale, chimico e, quando necessario, computerizzato, atto a fornire una possibilità professionale di essere riproiettato, oggi e per lungo tempo a venire, sullo schermo.
A favore di tali interventi restaurativi fungono in gran parte le condizioni primarie dei materiali preesistenti: il modo, il luogo, le condizioni di temperatura e gli involucri nei quali i sopracitati materiali sono sopravvissuti al loro passato. Talvolta un negativo, un controtipo, se il film è in bianco e nero, un internegativo, se a colori, o una semplice copia positiva possono essersi salvati dall'usura del tempo grazie a particolari cautele prese dai tecnici di allora. (Abbiamo reperito una copia positiva de La Ciociara perfettamente conservata in quanto le sue parti erano state immesse in speciali buste di protezione). Il tono d'esposizione e lo stato del negativo originale de I bambini ci guardano ha decisamente facilitato un aspetto di quel lungo e dispendioso lavoro che, di solito, ci troviamo ad affrontare. Il negativo infiammabile, composto di dieci rulli per un metraggio di 2.368 metri corrispondenti a 1 ora e 19 minuti, presentava sporcizia, righe, lacerazioni e scapolamento in fase di stampa. In alcune scene erano stati inseriti precedentemente alcuni fotogrammi di coda in sostituzione della scena. Nel Marzo 1999 il negativo e la colonna sonora infiammabile venivano inviati allo Studio Cine per provvedere al rifacimento delle giunte, alla ricostituzione della perforazione lacerata e al lavaggio. E tutto ciò sia per il negativo che per la colonna ottica, al fine di stampare una copia "0' per constatare lo stato fisico reale del film. Questa prima copia è stata realizzata sottoliquido, a bassa velocità, per non provocare ulteriori rotture e lacerazioni al negativo originale. Si è proceduto, quindi, in collaborazione con Luigi Lupi, ad un'accurata ricerca di altri materiali esistenti (lavander, controtipi, copie nitrate etc.) per un confronto con l'originale ed un'eventuale integrazione. Nel frattempo, il negativo è stato inviato alla Cinechimica dove il suo titolare Gianfranco Dondi è riuscito a togliere a mano, fotogramma per fotogramma, gran parte dei difetti primari (sporcizia, righe etc.) stando per circa mille ore impegnato al suo tavolo da lavoro. In una seconda fase egli ha trattato chimicamente sia il supporto che l'emulsione. Il negativo veniva rinviato allo Studio Cine dove si reintegravano le scene mancanti sull'originale tratte da un provvidenziale lavander infiammabile. Enzo Verzini ha provveduto, poi, a riprodurre, con grande abilità, un nuovo lavander da cui ha ricavato un controtipo, bilanciando i punti da attribuire al giusto tempo di posa per ogni singola scena, aumentando il contrasto, evitando di ingrigirla e cercando, ove possibile, di unificare il tono generale della luce. Così facendo, si è ottenuta la stampa di un copia positiva ottimale in condizioni da poter essere riproiettata su grande schermo. Non abbiamo voluto ricreare, in truka, le originali dissolvenze incrociate per meglio evidenziare le difficoltà, allora esistenti nella realizzazione di questo semplice mezzo d'espressione così spesso utilizzato, allora più di oggi, durante la narrazione filmica.  Per il restauro della colonna sonora, effettuato dalla società Spirito Sound, il lavoro non è stato meno laborioso. Il film, del 1943, presentava una perforazione ristretta ed il conseguente spostamento della colonna sonora ottica. Ciò causava grossi difetti (sonoro troppo basso, rumori di fondo, clics, fruscii etc.). Dopo aver estratto una DAT (digital audio tape - nastro audio - digitale) dal supporto ottico originale, Massimo Puccio ha lavorato con sofisticate macchine quali la "Sound Solution no noise", atta a eliminare tali disturbi ed ha sostituito il sonoro mancante in più punti dalla colonna originale con campioni tratti da altro materiale esistente. Il film, già fuori sincrono per il restringimento, nel tempo, delle perforazioni, per fotogrammi mancanti ed i necessari, sopracitati reinserimenti d'immagine, è stato completamente risincronizzato. Grazie alla supervisione dell'ingegner Federico Savina, la colonna sonora è stata processata in Dolby mono compatibile per ottimizzare la sua resa in relazione agli attuali proiettori in uso nelle sale. Tale processo non è avvenuto in una stanza dotata di due piccoli monitors d'ascolto bensì in una vera e propria sala di mixage come quella dell'International Recording di Roma, al fine di poter ottenere una risposta di suono simile a quella di una vera e propria sala cinematografica. 



           
                                  

                          Torna all'indice                                   Home                                 




Per informazioni: info@desica.com

Associazione amici Vittorio De Sica
Segreteria: via Pietro della Valle, 13 - 00193 Roma
Tel. 0039 - 6 - 6833722 - Fax 0039 - 6 - 6832516